set 042010

Troppe cose che vorrei dire, troppe cose che vorrei fare. Sogni. Aspirazioni. Attimi. Gioia. Ansia. Sorrisi. Dolore. Pensieri belli. Paranoie.

Ho imparato ad evitare tutto ciò che mi crea ansia, paranoie, che mi distrugge i sogni, la bellezza degli attimi, la gioia e che mi blocca un sorriso. Io evito. Ma a volte evitare significa anche perdere pezzi per strada, lasciarli là dove stanno per riprenderli magari un giorno, pensando che, in futuro, questi frutti crescendo matureranno. Ma serve davvero evitare? Serve davvero credere in un giorno che magari non arriverà? Queste sono domande che ultimamente mi fluttuano costantemente in testa. Pensieri solo di circostanza, perchè personalmente sono convinta che ogni cosa che lasciamo, ogni attimo che evitiamo perchè ci porta uno stato emotivo degradante, è perso ed è molto difficile che torni. Se torna, sicuramente sarà diverso, in meglio o in peggio. 
Quindi serve spegnere il cervello e vivere d’emozioni. Perchè queste sono la nostra aria, sono il nostro cibo.

Dicono: “le grandi occasioni arrivano una volta sola, se non le afferri al volo passeranno altri alla storia!”. Ecco io la penso proprio così.

Continuo a sognare, continuo ad aspettare il mio momento, continuo a vivere di sorrisi, continuo a vivere i miei alti, i miei bassi e i miei problemi affrontandoli di testa. Per ora mi dico serena e sono (quasi) sicura che presto o tardi tutto ciò che aspetto arriverà.

ago 302010

Troppe cose che sfuggono. Troppa gente che fugge.

Il vuoto delle tue certezze tra le tue pareti che ora
inchiodano il silenzio tra noi due, disordine interiore…
paura della morte, paura della vita,
paura che la vita sfuggendo tra le dita,
paura che diversa sarebbe anche possibile,
paura del diverso paura del possibile.

In quali silenzi riecheggia
la rabbia delle tue certezze,
perché non ci provi ad arrenderti.

ago 112010

Non guardarci, gli occhi mentono.
Non toccarci, le mani mentono.
Non parlarci, le bocche mentono.
Non ascoltare, le orecchie mentono.

E cosa non mentisse?

Le menzogne, le menzogne non mentono!

- Isabella Santacroce “Lulù Delacroix”

Passiamo gran parte della nostra vita a mentire, a mentire a noi stessi e agli altri. Ci nascondiamo dietro parole, nascondiamo le nostre paure dietro ad atteggiamenti di superiorità. Questo ci trasforma, ci rende ciò che non siamo, ciò che non è nella nostra natura, nel nostro carattere e nella nostra persona. Oggi parlare di semplicità è un gran problema. Perchè anche le cose più semplici ci appaiono tremendamente difficili, problemi ai quali, almeno ai nostri occhi, è impossibile porvi rimedio. La vita è difficile e i problemi sono tanti, bisognerebbe solo imparare a pesarli nel modo giusto.

Amo la semplicità. A questa ci lego la libertà di pensare, scrivere, fare, osservare. Secondo me la semplicità è tutto, è la medicina che ti risolve tutti i piccoli problemi che possono capitare nel quotidiano e che arrivano puntualmente ad incasinarti la vita. La semplicità è la chiave che apre un portone fatto di sorrisi, di gente sincera proprio perché è se stessa, gente che impara ad apprezzare e ad amare la vita per quella che è, gente ambiziosa che è ancora capace di sognare e di lottare con tutte le sue forze per far sì che ciò che vuole veramente si realizzi. Un portone fatto di sorrisi. Una chiave: la semplicità.

lug 092010

Io scelgo la vita. Per quella che è e per quella che sarà, io scelgo di vivere ogni giorno, ogni ora, ogni minuto e ogni secondo che mi si presenta davanti. Ridendo sempre e guardando le cose, piccole o grandi che siano, da un’altra prospettiva. Anche sorridere da sola mi piace e non mi frega un cazzo di ciò che pensa la gente, perchè anche in quel momento io sto vivendo e sono me stessa.
Questo non è aver trovato la felicità, ma aver trovato il senso di questa vita, che è stronza e arrogante. Ho perso attimi, persone, treni a causa del mio continuo malessere e del mio piangermi addosso. Io non voglio più perdere niente, voglio solo vincere e per me la vittoria più grande è riprendere in mano la mia vita, che per anni è stata messa da una parte e lasciata lì ad ammuffire.

Io scelgo la vita.

giu 272010

“Quiero hacer contigo
 lo que la primavera hace con los cerezos”

(Voglio fare con te
  quello che la primavera fa con i ciliegi)

P.Neruda

mag 302010

Finalmente iniziamo a vedere il sole, le nuove fuori stanno scomparendo. Il mondo, così com’è, però rimane e su molti aspetti fa veramente schifo. Cammini per la strada e trovi di tutto, da drogati senza soldi a bambine di undici anni che ti fermano dicendoti cose che nemmeno una ventenne direbbe. Io non so dove andremo a finire. Questa realtà mi sbalordisce sempre di più e non in senso positivo purtroppo. La colpa non so di chi è o di cos’è. Personalmente non ho mai capito a cosa serva la droga, perchè è inutile continuare a dire per “sballarsi”, per “dare un senso al divertimento”, sono tutte cazzate, perchè basta essere con le persone giuste per divertirsi e ti puoi sballare con qualsiasi musica, con le parole “cazzate” degli altri per farti delle grosse risate. La droga non serve veramente a niente. Personalmente non riesco nemmeno a capire come mai oggi i ragazzi, anzi i bambini, dagli otto ai quattordici anni pensano già ad ubriacarsi, al sesso, a mancare di rispetto ai genitori trattandoli a pesci in faccia e al cellulare ultima moda. Perchè, io sarò nata sbagliata, ma in quella fascia di età stavo a  ”pettinare le bambole”, per dire. Non pensavo minimamente a queste cose. Oggi invece va di moda, è così, ed ogni giorno che passa e tutte le volte che trovo un bambino/a ubriaco/a, che tratta male i genitori o che va a giro a dire cose strane, ti prende lo sconforto e la tristezza prende il sopravvento.
Sta uscendo il sole, le nuvole fuori stanno scomparendo…è il contorno che purtroppo rimane brutto e inconcepibile.

apr 292010

Ancora mi chiedo cosa sia veramente la felicità. Penso che va cercata nelle piccole cose, ma non riesco ancora a trovarla. Ma penso anche che più la cerchiamo e più si allontana da noi.

Oggi ho trovato questo video, una bella poesia letta egregiamente da uno splendido Fabio Volo. Ho cercato l’autore ma pare sia un’anonimo. E’ un primo passo per capire cos’è la felicità.

E CRESCENDO IMPARI

E crescendo impari che la felicità non è quella delle grandi cose.
Non è quella che si insegue a vent’anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi…

La felicità non è quella che affanosamente si insegue credendo che l’amore sia tutto o niente…
Non è quella delle emozioni forti che fanno il “botto” e che esplodono fuori con tuoni spettacolari…
La felicità non è quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.

Crescendo impari che la felicità è fatta di cose piccole ma preziose…
…e impari che il profumo del caffe’ al mattino è un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.

E impari che la felicità è fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto,
che il profumo della primavera ti sveglia dall’inverno,
e che sederti a leggere all’ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.

E impari che l’amore è fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane,
e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.

E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.

E impari che tenere in braccio un bambino è una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami.
E impari che c’è felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c’e’ qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.

E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola
c’è nel cuore un piccolo-grande Jonathan Livingston.

E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.

feb 232010

A volte ti senti chiuso in grande bolla nella quale ci sei solo te e non riesci a trovare la porta per uscire, nemmeno quella di sicurezza. Abbiamo tante ambizioni dentro di noi, ma c’è quasi sempre qualcosa che ci blocca. A volte piccolezze, altre volte cose molto più grandi di noi. Lo scopo nella vita di tutti è quello di trovare la felicità, ma perchè in tanti non riescono a trovarla? Me lo chiedo molto spesso. Forse viviamo in un mondo che nell’immagine sembra troppo sviluppato, così avanti dove ci fanno credere quanto sia semplice la vita, ma nella realtà viviamo in un mondo così indietro che resta difficile anche pensarlo. In giro vedo gente attaccata ai soldi, alle auto potenti, ai vestiti di marca, agli occhiali alla moda, al cercare di assomigliare a qualcuno potente o magari “figo”, gente che si vanta di avere soldi. E’ questa la felicità? Vedo anche gente che fatica ad arrivare a fine mese (se ci arriva), che si accontenta delle piccole cose, che aspetta i saldi, che aspetta quell’occasione che ancora la vita non gli ha dato. E’ questa la felicità?

Io non so quale sia la vera felicità…ma continuo a credere nei sorrisi della gente, nell’accontentarsi delle piccole cose,  di rimanere coi piedi per terra…sperando di uscire presto dalla mia grande bolla.

gen 262010

Sto a pensare, a cercare di rattoppare questo e rattoppare quello, a rimettere insieme i cocci, ma alla fine “sono i fatti che contano!” e questi non dipendono solo da me. A volte sembra tutto un circolo vizioso che continua e continua, senza finire mai. Ci stravolgiamo la vita e quando le acque si calmano un po’, ecco che torniamo alla carica e ricominciamo tutto, allo stesso modo, per poi finire lasciandoci straziati un’altra volta.

Molte persone cambiano. In gran parte ho imparato dai miei stessi errori, ho capito tanti sbagli, dove ho seriamente toppato e ogni giorno cerco di migliorarmi. La cosa più importante che ho imparato è basarmi sempre sui fatti e lasciare meno spazio alle parole. Se ne dicono tante, ma queste non bastano a mandare avanti le cose. Sono i fatti che contano, i piccoli e i grandi gesti, il condividere le cose, tutto ciò che succede concretamente, questo sta alla base della mia nuova “filosofia” di vita sociale. Vivere nella realtà, nuda e cruda. Le parole non sono reali.

Le delusioni più grandi arrivano grazie all’ampia fragilità della nostra mente. Ci aspettiamo sempre qualcosa dalle persone che amiamo, qualcosa che puntualmente non arriverà mai come la si vorrebbe noi. Le famose “aspettative”. Personalmente ho sempre aspettato, ma non è mai arrivato niente e se qualcosa è arrivato, non sono riuscita a vederlo e a comprenderlo perchè fuori dalle mie aspettative. Ho deciso di non voler più aspettare niente da nessuno, non che le persone che amo siano una costante delusione, ma semplicemente perchè non voglio più rimanere delusa e stare male per qualcosa di cui io non ci posso fare niente.
A volte diamo tanto alle persone e in cambio non prendiamo niente. A volte diamo niente e in cambio prendiamo un universo. Siamo noi e le persone che ci circondano a far girare le nostre vite, no noi da soli.

Ho imparato molte cose, ho pensato tanto, ho sofferto, perchè di errori ne ho commessi veramente tanti. Le cose che scrivo sembrano parole buttate semplicemente là, ma non è così. Ciò che penso lo butto giù, anche se non c’entra niente in quel discorso o in quel momento, se mi viene a mente devo scriverlo. Siete pazzi come me o puri geni se riuscite a capire tutto quello che scrivo. Ingarbuglio tutto, sono fatta così, ingarbuglio pure la mia vita, e per il momento mi accontento.

gen 182010

Sono poche le volte in cui ci rendiamo conto che quando un rapporto si sta sgretolando o finisce, la colpa, sempre se c’è una colpa, è di entrambe le parti. In tutti i rapporti, che siano d’amore o d’amicizia poco importa, quando finiscono o lo stanno per fare, tendiamo sempre a dare la colpa all’altro, senza pensare che magari siamo anche noi, o forse soltanto noi, che stiamo sbagliando. Il problema poi è rendersi conto che qualcosa non va, ma non riuscire a capire cos’è veramente che sta rovinando tutto. Il pensare e pensare porta solo ad avere un grosso mal di testa e a coprirsi di delusione. Il non pensare non porta a niente. Alla fine rimani solo a guardare la tua ennesima battaglia persa, con l’amaro in bocca, senza un perchè.

Più mi domando perchè riesco sempre a distruggere tutto e più decido di non voler rimanere a guardare, di continuare ad avere mal di testa, di trovare una soluzione…perchè una soluzione, giusta o sbagliata che sia, c’è sempre.

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